Ai piedi del monte Vingiolo, a Praia a Mare, si trova il Santuario della Madonna della Grotta che sovrasta la cittadina tirrenica guardando il mare. Dal suo belvedere si può osservare l’Isola Dino ed il Golfo di Policastro. Si tratta di un Santuario mariano che trova la sua ambientazione in una grotta naturale, al cui interno sono  stati ritrovati oggetti risalenti al Paleolitico superiore. 

Vi si accede salendo una scalinata in pietra, alla cui sinistra si possono ammirare delle piccole rappresentazioni delle stazioni  della Via Crucis,  quadretti di medie dimensioni, anch’essi realizzati con pietre di mare da un’artista locale. 

Arrivati in cima alla scalinata si apre la prima grande cavità rocciosa; proprio qui, sulla destra,  si trova il masso sul quale, si racconta, sia stata poggiata la statua della Madonna che “veniva dal mare”. Da qui parte  la seconda scalinata che porta al cuore della grotta, la quale nel punto più alto misura circa 19 mt mentre la  superficie totale è di quasi 2000 mt quadrati. “Sulla destra, entrando, si possono notare caratteristiche concrezioni rocciose sulle quali scorre perennemente una sottile vena d’acqua. Sul fondo della cappella è posto l’altare maggiore, sul quale si apre una nicchia, che contiene la statua della Madonna.  

[ ….] .. all’esterno dell’antro, verso nord, si trova l’ex casa canonica, restaurata di recente.  

CampanaAccanto a questa struttura si trova il campanile, che custodisce una singolare campana: si tratta della campana della nave Umballa, della Royal Navy, la marina mercantile inglese, silurata a largo dell’Isola Dino nella notte tra il 25 ed il 26 dicembre del 1917, da un sommergibile tedesco. Si era in prima guerra mondiale. [1]   

Questo santuario custodisce in sé il fascino di unire storia e leggenda. Infatti,  “Secondo un’antica tradizione, il culto mariano iniziò in modo miracoloso, ma secondo studi più accurati, è più probabile che la devozione alla Vergine sia stata introdotta da monaci orientali (seguaci di San Basilio), come avvenne per altri santuari del nostro sud. La tradizione popolare ricorda più facilmente la prima versione, che apparve più suggestiva. Essa narra che… il 14 agosto del 1326 il capitano cristiano di un bastimento con equipaggio turco, proveniente dalla Dalmazia (da Ragusa, oggi Dubrovnik), fu costretto dalla sua ciurma minacciosa a fare scalo sulla spiaggia di Praja. I musulmani, infatti, ritenevano che la statua tenuta dal capitano nella sua cabina fosse la causa della difficoltà nel proseguire il viaggio. Il bastimento infatti, si era arrestato, sebbene fosse calmo il mare e sereno il cielo. Allora il devoto navigatore pensò di lasciare il santo simulacro a riparo, nella grotta grande del monte Vingiolo, con l’intento di riprenderlo al suo ritorno. Ma quando, dopo un anno, giunse nel grande antro, trovò numerosi fedeli in preghiera davanti alla statua. Gli parve che la Vergine avesse scelto quel singolare luogo per  essere venerata e ripartì lasciandola dove l’aveva posta l’anno prima”. [1]

Si narra che il primo a scoprire la statua deposta dal capitano sul masso sia stato un giovane pastorello di Aieta, figlio di Giovanna la Vaccara. Gli aietani la accolsero nelle Chiesa della Visitazione (Aieta), ma miracolosamente la stessa fu ritrovata il giorno dopo sullo stesso masso dove era stata inizialmente poggiata.

La statua originale fu trafugata  nel 1979 e quella che si può ammirare oggi è stata realizzata nel 1983, dalla ditta Tschager di Bolzano.  

Il 14 maggio del 1905 fu celebrata la prima incoronazione della Madonna e del Bambino; il 30 novembre del 1916 il Santuario divenne Parrocchia con il titolo Beata Maria Vergine della Grotta, titolo che verrà cambiato in Santa Maria della Grotta nel 1936 dal vescovo Bruno Occhiuto.

Il Santuario ebbe un ruolo fondamentale nel passato, in quanto determinò la nascita del centro urbano e delle varie attività commerciali, nonché la costruzione della prima chiesa dedicata al “Sacro Cuore” (1958). Fu meta di pellegrinaggi, lo è tutt’ora, provenienti dai paesi limitrofi, ed è una tappa importante per i  turisti che attualmente  soggiornano a Praia a Mare. Oggi il Santuario  ha carattere diocesano, cioè ha un rettore (attualmente rappresentato dalla figura di Don Ernesto Piraino, Parroco nella Chiesa Gesù Cristo Salvatore, loc. Foresta, Praia a Mare) che non coincide più necessariamente con la persona del parroco della parrocchia madre, S. Maria della Grotta.

Nonostante ai suoi piedi si muova una cittadina moderna, il Santuario rimane un luogo appartato adatto a chiunque voglia raccogliersi in preghiera e meditazione accolto da questa  “piccola Madonnina” (date le dimensioni della moderna effige), che non distoglie mai lo sguardo dai suoi figli. Un appoggio che dona conforto e sollievo.

[1] Maria Giuditta Garreffa, Santuario della Madonna della Grotta Praia a Mare, Futura Editrice 2005.

Testi a cura di Cristina Cirimele